20 anni dal nostro primo impianto: che futuro ci aspetta?
20 anni dal nostro primo impianto: che futuro ci aspetta?
Vent’anni fa c’era chi diceva che il fotovoltaico non avrebbe mai avuto successo. Costava troppo, sembrava una scommessa e sollevava una domanda: quanto sarebbero durati davvero quei pannelli? Quanto era affidabile questo sistema?
Oggi possiamo guardare i tetti e trovare una risposta. Nella nostra esperienza ci sono impianti, compreso il nostro, che dopo vent’anni continuano a produrre energia, con pannelli e inverter che non hanno richiesto interventi di manutenzione. Una storia condivisa da altri impianti della stessa generazione, che ci invita a riflettere su quanto questa tecnologia abbia già dimostrato sul campo a differenza di quello che affermavano gli scettici. La domanda, allora, cambia: se in vent’anni siamo arrivati fin qui, che cosa potrà succedere nei prossimi dieci?
Cambiamo i pannelli perché cambia la tecnologia
Un pannello che funziona non è necessariamente un pannello che conviene sostituire. Ed è per questo che noi abbiamo deciso di sostituire il nostro primissimo impianto, che oggi, compie 20 anni.
L’Ingegnere Giampiero Pittorra afferma: “sono passati 20 anni dal primo conto energia del 2005. Ci abbiamo impiegato un anno per allacciarlo alla rete, all’epoca era molto più complicato. È qui che è nata l’idea di Tetto Solare: ser riusciamo a fare l’impianto lo faremo per tutti quanti. Oggi rinnoviamo il nostro impianto anche quando i vecchi moduli producono ancora: la tecnologia permette di sfruttare meglio lo spazio disponibile.
In alcuni casi, sulla superficie che un tempo ospitava circa 3 kW, oggi è possibile installarne circa 6. Il risultato dipende dai moduli di partenza, da quelli nuovi e dalle caratteristiche del tetto, ma la direzione è chiara: più potenza a parità di superficie. È questo uno dei cambiamenti più interessanti. Il tetto resta lo stesso, mentre cresce ciò che possiamo farci”.
Il Conto Energia ha contribuito a costruire un mercato
Per capire il presente bisogna ricordare come siamo partiti. Il Conto Energia remunerava la produzione di elettricità degli impianti fotovoltaici e ha contribuito alla diffusione del settore in Italia.
Per molti proprietari, installare un impianto significava soprattutto fare un investimento: sostenere un costo iniziale e ottenere un rendimento nel tempo.
Quegli incentivi hanno anche aiutato a creare domanda, lavoro, competenze e una filiera di progettisti, installatori e fornitori. Nel frattempo, su scala mondiale, l’aumento della produzione ha fatto scendere fortemente i prezzi dei moduli.
I pannelli che un tempo rappresentavano una spesa importante sono diventati molto più accessibili. È il risultato di una tecnologia che ha trovato spazio sul mercato e ha continuato a migliorare.
Prima il rendimento, oggi anche il risparmio e l’ambiente
Le motivazioni di chi sceglie il fotovoltaico si sono ampliate. Il ritorno economico conta ancora, ma si lega sempre più a esigenze quotidiane: ridurre l’energia acquistata dalla rete, gestire meglio le spese casalinghe e usare una fonte rinnovabile.
L’energia alimenta gli elettrodomestici, il comfort domestico, il lavoro e, per un numero crescente di persone, anche gli spostamenti.
Il sole ci offre una risorsa gratuita. L’impianto necessario per utilizzarla ha un costo, ma ci permette di produrre sul nostro tetto l’energia che consumiamo ogni giorno.
Tra dieci anni, quale sarà il futuro del fotovoltaico?
C’è chi considera ancora il fotovoltaico un accessorio, qualcosa che si può aggiungere oppure lasciare fuori dai propri progetti. La visione Giampiero Pittorra è questa: nei prossimi dieci anni potrebbe diventare parte sempre più integrante delle famiglie italiane e sarde.
Non significa che ogni abitazione avrà lo stesso impianto. Spazi, esposizione, consumi e possibilità di investimento richiedono soluzioni diverse. Significa che, quando penseremo a una casa, penseremo sempre più anche a come produrre l’energia necessaria per viverla.
Il tetto potrà contribuire ad alimentare una pompa di calore, gli elettrodomestici e la ricarica dell’auto. L’accumulo potrà rendere disponibile nelle ore successive una parte dell’energia prodotta durante il giorno.
Dal tetto alla casa, dalla casa all’auto
Fotovoltaico, abitazione e colonnina di ricarica cominciano a entrare in un unico ragionamento: produrre energia e utilizzarla anche per muoversi.
La mobilità elettrica potrebbe rendere questo collegamento sempre più importante. Per chi può ricaricare a casa e sfruttare una parte della propria produzione solare, l’auto elettrica può offrire un vantaggio economico concreto.
Il futuro comincia dalle scelte di oggi
Vent’anni fa abbiamo dovuto dimostrare che il fotovoltaico poteva funzionare. Oggi possiamo ragionare su quanto ancora potrà entrare nella nostra quotidianità.
Pannelli più efficienti, accumulo, gestione dei consumi e ricarica domestica aprono possibilità che all’inizio sembravano lontane. Il prossimo passo sarà progettare questi elementi insieme, partendo dalle esigenze reali di ogni famiglia.
Quando si discute di carburanti e di come contenere la spesa energetica, si parla spesso di mettere un tetto ai prezzi.
Noi proponiamo di guardare anche al tetto che abbiamo già.
E di farlo diventare un Tetto Solare.
